REPEAT! (2008)  3 CD - Die Schachtel

music by: Laszlo Sary, Louis Andriessen, Arvo Part, Luc Ferrari, Salvatore Sciarrino,  Tom Johnson, Kevin Volans, John Cage, Alvin Lucier , Stefano Scodanibbio, Aldo Clementi, Viktor Ekimovski, Jonathan Harvey, Zoltan Jeney

BLOW UP MAGAZINE

GRAMOPHONE

THE WIRE MAGAZINE

Manuel Zurria

Repeat!

DIE SCHACHTEL 3xCD

It's true that you have to appreciate flute playing to love this beautiful triple disc set. Alter Ego flautist Manuel Zurria performs compositions by leading minimalists, mavericks and modernists, emphasising psychoacoustic interference and live electronics. Repeat! is "the diary of an obsession", he explains, inspired by conceptual artist Alighiero Boetti's wall of objects produced by himself and friends, and found objects. Reading Deleuze's Difference And Repetition made Zurria ponder on repetition's role in contemporary music as perceptual and minimal fact. Louis Andriessen's Lacrimosa (1991) for two bass flutes exploits interference patterns to almost painful effect, while Salvatore Sciarrino's Immagine Fenicia -2000) for amplified flute caresses the breathy sounds loved by this minimalist maverick. It's great to have two pieces by Aldo Clementi, especially the quirkily contrapuntal Parafrasi2 (2004) for flute and tape. Tom Johnson's Kirkman's Ladies Rational Harmonies In Three Voices (2005) refers to Rev Thomas Kirkman's puzzle from Ladies And Gentleman's Diary (1847), which inspired combinatorial mathematics: "15 young ladies in a school walk out three abreast for seven days in succession; it is required to arrange them daily so that no two shall walktwice abreast." Three flutes play permutations of three-note chords, each preceded by the composer announcing the 'date'. "It seems safe to assume that the sun is always shining," he comments, "otherwise they would not be taking walks." Jonathan Harvey's Ricercare Una Melodia for flute and digital delay system is an explosive if too brief five-minute tour de force, while in complete contrast Zoltan Jeney's Landscape Ad Hoc (1980), for flute, bird voices and synthesizer, is a slow-moving, haunting evocation. These are some of the abundance of delights -which also include pieces by Morton Feldman, Cage and Stefano Scodanibbio -in this brilliantly conceived set.

Andy Hamilton

ALIAS - IL MANIFESTO 15-11-2008

Che il flautista Manuel Zurria meriti un primo monumento discografico - a patto che sia solo il primo di una lunga serie - non c'è dubbio. In Italia con Fabbriciani e Caroli sta in vetta e, spesso, prende il volo sospinto da una vastità di interessi.  Questo è un triplo cd centrato sul principio di ripetizione e ispirato dalla meditazione su Differenza e Ripetizione di Gilles Deleuze oltre che da ripetute visioni di un'opera di Alighiero Boetti, Il Muro (un rizoma, un'arborescenza continua, una variazione della variazione... scrive Zurria nel booklet). Q ui siamo in un viaggio affascinantissimo tra le opere di quindici compositori, e il flauto spesso si raddoppia o si moltiplica con sortilegi tecnologici, e ci sono tanti suoni sintetici, e le sfaccettature della ripetizione possono essere infinite. Laszlo Sary, Arvo Part, Luc Ferrari, Louis Andriessen, Salvatore Sciarrino, Tom Johnson, Kevin Volans, John Cage, Morton Feldman, Alvin Lucier, Stefano Scodanibbio, Aldo Clementi, Victor Ekimovsky, Jonathan Harvey, Zoltan Jeney: questi i nomi. Analizzare le 21 opere di una simile magnifica raccolta non sarebbe possibile. Si possono indicare i personalissimi momenti di incanto o di trasalimento. L'intelligente glamour di Ferrari in Madame de Shanghai (il teatrino di voci cinesi e le sequenze dure di frasi ripetute), il sorprendentemente tragico Andriessen in Lacrimosa, la polverizzazione del misticismo nel Part di Pari Intervallo, l'appello alla bellezza della ripetizione elencatoria nel Johnson di Kirkman's Ladies- Rational Melodies in Three Voices, la sottile linea di suoni disegnati nello spazio in 947 di Lucier, il persistere razionalistico nelle regioni dell'inconscio in Canzonetta di Clementi, il coraggioso elegante esotismo di Scodanibbio in Voyage Resumed.

Mario Gamba

SANDS-ZINE

Magari, vista la mole del triplo CD e la complessiva durata di quasi tre ore, avrete qualche remora ad avvicinarvi a questo lavoro, così come ne ho avute io che l'ho osservato a lungo da lontano prima di accingermi all'ascolto. Peccato, perché si tratta di un gran bel disco, vario e neppure troppo 'pesante'. Ma, ancor più, "Repeat!" è una raccolta importante ed utile per più di un motivo. Innanzitutto permette la riscoperta di uno strumento che da qualche tempo a questa parte viene piuttosto ostracizzato, se non altro perché associato a mal digeribili fioriture barocche. Eppure il flauto 'è' anche qualcosa d'altro e le possibilità che offre quando viene debitamente sollecitato sono molteplici. Bordoni, fraseggi, ritmi, respiri e rumori: nelle mani di Manuel Zurria diventa uno strumento in grado di rendere i suoni duttili e modellarli come pongo. In secondo luogo permette agli ascoltatori più giovani di avvicinarsi ad artisti che troppo frequentemente vengono relegati nei seriosi cataloghi e/o scaffali dedicati alla 'musica classica'. Gli autori selezionati da Manuel Zurria sono infatti nomi non riconducibili al cosiddetto minimalismo, ormai straconosciuti anche dai gatti, tipo La Monte Young, Terry Riley, Tony Conrad, Charlemagne Palestine, Steve Reich, Philip Glass…, ma sono viceversa nomi che con la musica ripetitiva hanno avuto a che fare anche in modo marginale. La scelta dei brani presenta un’ampia gamma di stili ed una prima divisione può prendere atto di due tipologie interpretative: quella sostanzialmente conforme alla scrittura originale e quella che presenta un adattamento da parte del flautista (in questa seconda categoria rientrano soprattutto quei brani che non erano originariamente composizioni per flauto). Un’altra suddivisione (più minuziosa) può essere fatta fra i brani suonati su un solo flauto (acustico o elettrificato), quelli in cui ci sono più flauti sovrincisi e quelli in cui ci sono altre presenze quali voce, battito di mani, clavicembalo, nastro magnetico o altri sistemi elettronici. Il primo dei tre CD raccoglie le composizioni di vari autori europei (Ungheria, Estonia, Francia e Olanda) con una presenza italiana (Salvatore Sciarrino). Il secondo è invece dedicato ad autori extraeuropei (essenzialmente statunitensi ma con la presenza del sudafricano Kevin Volans. Nel terzo CD l’attenzione è nuovamente rivolta verso gli europei (Russia, Gran Bretagna e Ungheria), ma con una presenza italiana piuttosto consistente (Stefano Scodanibbio e Aldo Clementi con due composizioni a testa). “Repeat” non è un semplice disco d’interpretazioni ma è qualcosa di più, è un’opera studiata e concepita come tale nella quale Manuel Zurria offre la sua veduta di quello che è stato l’utilizzo della ripetitività in musica nell’occidente. “Repeat”, alla fin fine, è in tutto e per tutto un disco ‘d’autore’. Concludendo: bando ai timori ed acquistate questo triplo CD ad occhi chiusi.

Etero Genio

Look at the live performance of Voyage Resumed by Stefano Scodanibbio